Malattia di Wilson: alimentazione per una gestione ottimale

Malattia di Wilson: alimentazione per una gestione ottimale

La malattia di Wilson è una rara patologia genetica del metabolismo del rame, caratterizzata dall’accumulo progressivo di questo metallo nei tessuti, in particolare nel fegato e nel sistema nervoso centrale. Ciò avviene a causa di mutazioni nel gene ATP7B, che compromette l’escrezione del rame attraverso la bile, portando a danno epatico e neurologico se non trattata prontamente. 

Oltre alla terapia farmacologica (chelanti o zinco) e, nei casi più severi, al trapianto di fegato, l’alimentazione riveste un ruolo chiave nel supportare il trattamento e ridurre l’apporto di rame dall’esterno. 

Perché la dieta è importante?

In chi è affetto da malattia di Wilson, il corpo non riesce a eliminare correttamente il rame in eccesso. Ridurre il rame introdotto con la dieta può aiutare a:

– alleggerire il carico complessivo di rame nel corpo; 

– ridurre potenziali peggioramenti epatici;

– completare l’effetto delle terapie farmacologiche. 

È importante sottolineare che la dieta da sola non è sufficiente per gestire la malattia: resta imprescindibile la terapia medica e il monitoraggio clinico continuo. 

Principi di una dieta a basso contenuto di rame

Le linee guida nutrizionali più diffuse raccomandano di limitare o evitare temporaneamente gli alimenti ad alto contenuto di rame, soprattutto nella fase iniziale del trattamento. 

Alimenti da evitare o limitare:

frattaglie (come fegato) e organi animali; 

crostacei e molluschi (come ostriche, gamberi); 

cioccolato e cacao; 

funghi; 

frutta secca e semi; 

alcuni legumi. 

Alcune fonti suggeriscono che, una volta stabilizzati i livelli sierici di rame e con terapia efficace in corso, solo alcuni alimenti di alto contenuto di rame (in particolare frattaglie e crostacei) debbano restare evitati in modo permanente. 

Cosa si può mangiare

Sono considerate generalmente sicure o più consigliabili (bassi livelli di rame):

carni magre e pollame (senza frattaglie); 

uova; 

latticini non arricchiti in rame; 

cereali raffinati e pane bianco; 

molte verdure e frutta fresca; 

acqua con basso contenuto di rame (evitare fonti con tubature in rame senza filtraggio). 

È utile lavorare con un dietista o nutrizionista che conosca la malattia di Wilson, poiché alcune diete “sane” (es. ricche di legumi o semi) possono fornire troppo rame per chi convive con questo disturbo. 

Altri aspetti da considerare

Acqua potabile: l’acqua che permane a lungo in tubature di rame può accumulare il metallo. A volte è consigliabile lavare i tubi o usare filtri specifici.  Integratori e multivitaminici: molti integratori contengono rame. È fondamentale consultare il medico prima di assumerli.  Qualità generale dell’alimentazione: pazienti con Wilson presentano spesso rischio nutrizionale e di malnutrizione, dovendo bilanciare restrizioni alimentari senza impoverire la dieta complessiva. 

Conclusioni

Una dieta a basso contenuto di rame può essere utile come complemento alla terapia medica per la malattia di Wilson, soprattutto nei primi mesi di trattamento. Tuttavia:

non può sostituire la terapia farmacologica o il monitoraggio medico; va personalizzata per evitare carenze nutrizionali; deve considerare la qualità complessiva dell’alimentazione, non solo il contenuto di rame. 

Se hai domande specifiche sulla tua dieta o stai iniziando un percorso alimentare con questa diagnosi, rivolgiti a un medico specialista e a un dietista esperto.

Fonti

Ala A, Walker AP, Ashkan K, et al. Wilson’s disease. Lancet. 2007;369(9559):397–408. 

Roberts EA, Schilsky ML. Current and Emerging Issues in Wilson’s Disease. N Engl J Med. 2023. 

Lin S-h, Yang M-l, Zeng Y, Wu T-T. Diet quality and nutritional risk in patients with Wilson’s disease: Front. Nutr. 2025;12:1643645.  

“Eating, Diet, & Nutrition for Wilson Disease” – NIH/NIDDK.  

“Wilson Disease: Management & Diet” – review MDPI. 

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