{"id":82,"date":"2022-07-15T13:39:26","date_gmt":"2022-07-15T13:39:26","guid":{"rendered":"https:\/\/alementazione.it\/?p=82"},"modified":"2022-12-26T18:12:35","modified_gmt":"2022-12-26T18:12:35","slug":"alcol","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alementazione.it\/?p=82","title":{"rendered":"Alcol"},"content":{"rendered":"\n<p><br \/>Tutte le bevande alcoliche contengono&nbsp;<strong>alcol etilico<\/strong>,<em>&nbsp;etanolo<\/em>&nbsp;per i pi\u00f9 istruiti, un composto con formula CH<sub>3<\/sub>CH<sub>2<\/sub>OH. Si tratta di una sostanza che il nostro organismo converte dapprima in&nbsp;<strong>acetaldeide<\/strong>, un composto tossico responsabile di tutti gli sgradevoli effetti immediati legati al consumo esagerato, e quindi in&nbsp;<strong>acetato<\/strong>, un composto da utilizzare nei vari processi energetici. L\u2019alcol \u00e8 quindi, a tutti gli effetti, un nutriente: un grammo di alcol apporta infatti ben 7 calorie, quasi il doppio delle 4 calorie di zuccheri e proteine, un poco sotto le nove calorie di un grammo di grassi:&nbsp;<strong>un bicchiere di vino rosso da 150ml ha circa 120kcal,&nbsp; mentre una birra media pu\u00f2 arrivare a oltre 220 kcal<\/strong>.&nbsp; Quello che differenzia l\u2019alcol dagli altri nutrienti \u00e8 il fatto che si tratta, a differenza di questi, di una sostanza estranea all\u2019organismo, che la assorbe rapidamente ma che ne elimina soltanto piccole quantit\u00e0 a livello di reni e polmoni. La maggior parte dell\u2019alcol viene eliminato a livello del fegato attraverso processi ossidativi e questo pone un forte carico sull\u2019organo che \u00e8 il primo a accusare gli effetti deleteri di un eccessivo gusto per le bevande alcoliche.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"che-succede-quando-beviamo-il-metabolismo-dell-alcol\">Che succede quando beviamo: il metabolismo dell\u2019alcol<\/h4>\n\n\n\n<p>Piccole quantit\u00e0 di alcol sono presenti nel nostro organismo, ad esempio quelle prodotte dai batteri intestinali, ma non hanno alcun ruolo metabolico. L\u2019alcol \u00e8 assorbito molto rapidamente, particolarmente se consumato a stomaco vuoto. Altri fattori che influenzano la velocit\u00e0 di assorbimento sono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>il tipo di bevanda alcolica, l\u2019alcol nella birra viene assorbito pi\u00f9 lentamente di quello del vino;<\/li>\n\n\n\n<li>&nbsp;la gradazione, assorbimento pi\u00f9 rapido con contenuto alcolico intorno al 20%, pi\u00f9 lento con valori superiori;<\/li>\n\n\n\n<li>la presenza di CO2; la presenza di anidride carbonica nelle bevande gassate rallenta la velocit\u00e0 di assorbimento dell\u2019alcol.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Soltanto il 10% dell\u2019alcol consumato \u00e8 eliminato attraverso la respirazione,&nbsp; il sudore o le urine mentre il restante 90% raggiunge il fegato, unico organo in grado di ossidarlo.&nbsp; La capacit\u00e0 del fegato di processare l\u2019alcol \u00e8 limitata, gli enzimi che si occupano di questi processi possono detossificare non pi\u00f9 di una decina di grammi di alcol all\u2019ora. Le sostanze tossiche in eccesso se ne vanno quindi a spasso per il corpo determinando effetti pi\u00f9 o meno rilevanti a seconda della quantit\u00e0 di alcol consumata.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019alcol in circolo determina tutta una serie di particolari effetti:&nbsp;<strong>a livello del sistema nervoso ha azione depressiva<\/strong>, interferendo con l\u2019attivit\u00e0 di numerosi sistemi di neurotramissione, rallentandone l\u2019attivit\u00e0 e la velocit\u00e0 di lavoro; dapprima si diventa euforici, rilassati e felici ma man mano che l\u2019alcol si accumula e la velocit\u00e0 di trasmissione dell\u2019impulso nervoso si riduce, subentrano difficolt\u00e0 nel movimento, scadimento dei tempi di reazione, difficolt\u00e0 di articolazione del discorso, confusione mentale e cos\u00ec via, fino ad arrivare al coma etilico. L\u2019alcol agisce anche sugli&nbsp;<strong>organi dell\u2019equilibrio<\/strong>&nbsp;con perdita progressiva dello stesso; il passo diviene incerto e barcollante, come ben sa chiunque abbia visto un ubriaco intento a camminare in linea retta. L\u2019alcol aumenta anche la&nbsp;<strong>frequenza del battito cardiaco<\/strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>pressione arteriosa<\/strong>. L\u2019alcol infine \u00e8 un<strong>&nbsp;potente diuretico,<\/strong>&nbsp;riduce infatti la secrezione della vasopressina, un ormone che a livello dei reni stimola il riassorbimento di acqua, e determina quindi la perdita di una grande quantit\u00e0 di acqua attraverso le urine, tanto che parte dei postumi di un\u2019ubriacatura possono essere imputati allo stato di disidratazione che l\u2019accompagna.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel fegato l\u2019alcol \u00e8 metabolizzato da tre diversi sistemi enzimatici:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>il sistema dell\u2019<strong>alcol deidrogenasi<\/strong>&nbsp;\u00e8 attivo nel citoplasma delle cellule epatiche -e in misura minore in altri tipi cellulari- e catalizza il trasferimento di uno ione idrogeno dall\u2019alcol al cofattore NAD+ con formazione di acetaldeide, una sostanza tossica responsabile di molti degli effetti deleteri dell\u2019alcol.<\/li>\n\n\n\n<li>una parte dell\u2019alcol che arriva al fegato \u00e8 processata dal&nbsp;<strong>sistema microsomiale di ossidazione dell\u2019alcol (MEOS)<\/strong>, localizzato nel reticolo endoplasmatico, sistema che coinvolge anche il&nbsp;<strong>citocromo P450<\/strong>, enzima coinvolto nella detossificazione di numerose sostanze tra cui molti farmaci. Anche in questo caso viene prodotta acetaldeide che deve successivamente essere ossidata. Si pensa che il contributo all\u2019ossidazione dell\u2019alcol sia intorno al 20%.<\/li>\n\n\n\n<li>infine vi \u00e8 una terza via catalizzata dall\u2019enzima&nbsp;<strong>catalasi<\/strong>&nbsp;nei perossisomi, organelli che funzionano un poco come discariche e della cellula, ancora con formazione di acetaldeide. \u00c8 attivato con l\u2019assunzione di massive quantit\u00e0 di alcol.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>acetaldeide<\/strong>&nbsp;prodotta in questi processi \u00e8 trasportata nel mitocondrio dove , ancora una volta con l\u2019ausilio di NAD+, viene ossidata ad&nbsp;<strong>acido acetico<\/strong>&nbsp;per azione dell\u2019enzima&nbsp;<strong>aldeide deidrogenasi<\/strong>. Un sistema ingegnoso che permette di trasformare sostanze non desiderabili in un composto, l\u2019acido acetico, che assieme al NAD ridotto pu\u00f2 entrare nei cicli metabolici cellulari con produzione di eneregia. In realt\u00e0 parte dell\u2019acetaldeide prodotta lascia il fegato, se ne va a spasso per il corpo e determina i fastidiosi effetti legati ad un eccessivo consumo di alcol, in particolare nausea e vasodilatazione superficiale, accompagnata spesso da imponenti mal di testa. Secondo alcuni autori l\u2019acetaldeide \u00e8 implicata anche nei meccanismi di dipendenza, probabilmente per interazione con il metabolismo delle MAO -monoamminoossidasi-<br \/>Da rilevare che nelle popolazioni orientali -cinese e giapponese soprattutto- la presenza dell\u2019enzima che ossida l\u2019acetaldeide \u00e8 notevolmente ridotta e quindi la nausea e l\u2019arrossamento legati al consumo di alcol sono notevolmente amplificati. Uno dei farmaci utilizzati per trattare soggetti alcolizzati, il&nbsp;<strong>disulfiram<\/strong>, agisce in effetti rallentando l\u2019azione dell\u2019aldeide deidrogenasi, con conseguente accumulo di acetaldeide e induzioni di severi malesseri che dovrebbero scoraggiare il consumo di alcolici.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sistema microsomiale di ossidazione dell\u2019alcol \u00e8&nbsp;<strong>inducibile<\/strong>: in pratica, pi\u00f9 alcol si consuma maggiore \u00e8 la capacit\u00e0 dell\u2019organismo di processarlo, in particolar modo da parte del sistema che coinvolge il citocromo P450. Poich\u00e8 il citocromo partecipa anche a processi di detossificazione di molte altre sostanze, tra cui numerosi farmaci, un abuso di alcol pu\u00f2 alterarne in modo severo la funzionalit\u00e0. Un alcolizzato sobrio ad esempi inattiver\u00e0 certi farmaci molto rapidamente, tanto che questi non potranno esercitare la loro azione, mentre nell\u2019alcolizzato ubriaco l\u2019etanolo andr\u00e0 in competizione con i farmaci a livello del citocromo, con il risultato di una ridotta inattivazione del farmaco che potrebbe esercitare la propria azione pi\u00f9 a lungo e con maggior efficacia, tanto da poter determinare conseguenze gravi se non letali: \u00e8 il caso dei barbiturici assunti assieme a sostanze alcoliche, barbiturici la cui azione \u00e8 amplificata dalla contemporanea presenza di alcol con conseguenze anche fatali.<br \/>Se il consumo di alcol \u00e8 elevato l\u2019acetaldeide in eccesso che si forma pu\u00f2 essere utilizzati in altri processi ossidativi portando alla formazione di quantit\u00e0 rilevanti di radicali liberi in grado di causare rilevanti danni agli epatociti, danni che si accumulano nel tempo e che possono portare alla morte degli epatociti con aumento progressivo del danno che pu\u00f2 portare a epatite alcolica e cirrosi.<\/p>\n\n\n\n<p>La capacit\u00e0 complessiva dei sistemi enzimatici impegnati nell\u2019ossidazione dell\u2019alcol \u00e8 relativamente modesta e si attesta intorno ai 150-180 grammi di alcol al giorno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli uomini possono tollerare quantit\u00e0 maggiori di alcol rispetto alle donne<\/strong>. In primo luogo gli uomini hanno massa fisica maggiore delle donne e soprattutto un maggior comparto acquoso. L\u2019alcol si disperde in fase acquosa e quindi nei maschi pu\u00f2 essere diluito in un volume decisamente maggiore con netta riduzione degli effetti legati al consumo. Inoltre gli uomini hanno anche a disposizione una maggior quantit\u00e0 di una particolare forma di alcol deidrogenasi attiva a livello gastrico e quindi una minor quantit\u00e0 di alcol entra in circolo per la maggior attivit\u00e0 di questo enzima. In pratica in una donna, a parit\u00e0 di effetti,&nbsp; \u00e8 sufficiente il consumo di due terzi della quantit\u00e0 di alcol che pu\u00f2 essere consumata da un uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Come abbiamo visto l\u2019ossidazione di alcol e acetaldeide determina una variazione nell\u2019equilibrio di cofattori come il NAD, variazione che interferisce con l\u2019attivit\u00e0 del fegato che vede una riduzione della sua capacit\u00e0 di produrre glucosio,&nbsp;<strong>gluconeogenesi<\/strong>, con la possibilit\u00e0 di sviluppare una severa&nbsp;<strong>ipoglicemia<\/strong>&nbsp;in seguito&nbsp; eccessivo consumo di alcol. Inoltre si assiste anche ad un\u2019aumentata sintesi dei grassi che si depositano a livello degli epatociti determinando un progressivo accumulo \u2013&nbsp;<strong>steatosi epatica&nbsp;<\/strong>\u2013 che pu\u00f2 sfociare in gravi condizioni patologiche, come la cirrosi epatica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/alementazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/74F649D0-FD7F-4738-909E-24C556A1A2FD-1024x683.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-106\" srcset=\"https:\/\/alementazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/74F649D0-FD7F-4738-909E-24C556A1A2FD-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/alementazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/74F649D0-FD7F-4738-909E-24C556A1A2FD-300x200.jpeg 300w, https:\/\/alementazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/74F649D0-FD7F-4738-909E-24C556A1A2FD-768x512.jpeg 768w, https:\/\/alementazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/74F649D0-FD7F-4738-909E-24C556A1A2FD-1536x1024.jpeg 1536w, https:\/\/alementazione.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/74F649D0-FD7F-4738-909E-24C556A1A2FD.jpeg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"alcol-e-salute\">Alcol e salute<\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 evidente che l\u2019attrazione nei confronti dell\u2019alcol \u00e8 fortissima in tutta la storia umana e che soltanto in tempi recenti si \u00e8 cominciato a indagare con maggiore attenzione sugli effetti a breve e lungo termine determinati dal consumo di alcol. Gi\u00e0 le osservazioni anatomiche di Vesalio avevano rilevato i danni al fegato in soggetti con forte consumo di alcolici, ma tali danni, fino a tempi molto recenti -si parla della seconda met\u00e0 del secolo scorso- erano attribuiti soprattutto alla malnutrizione associata&nbsp; all\u2019abitudine di bere in quantit\u00e0 esagerata.<\/p>\n\n\n\n<p>Charles Best, uno dei grandi fisiologi del 900, affermava nel 1949 che \u201cnon si hanno prove di un effetto tossico dell\u2019alcol sulle cellule epatiche pi\u00f9 di quante se ne abbiano per lo zucchero\u201d: la posizione di Best era comune in quel periodo e probabilmente rifletteva l\u2019apprezzamento e il consumo diffuso di alcolici nella societ\u00e0 di cui era parte. Furono importantissimi in questo senso gli studi di Charles Lieber che, contro il consenso comune del periodo, a partire dagli anni 50 approfond\u00ec gli studi sul metabolismo dell\u2019alcol e sulle patologie correlate all\u2019abuso di alcolici.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi sappiamo che un consumo eccessivo di alcol \u00e8 direttamente correlato a danni rilevanti a fegato e pancreas, con estensione dei danni anche al cervello in almeno il 10% degli alcolisti. Assolutamente devastanti i potenziali danni a carico del nascituro derivanti dal consumo di alcolici durante la gravidanze.<\/p>\n\n\n\n<p>Numerosi studi hanno rilevato che il consumo di alcol determina un&nbsp;aumento del rischio di sviluppare i tumori, in particolar modo delle vie aeree superiori, dell\u2019esofago e del fegato. Sono state segnalate anche correlazioni con cancro colonrettale e tumori della mammella, profonde alterazioni del microbiota intestinale&nbsp;e interazioni con diversi&nbsp;farmaci. L\u2019effetto risulta amplificato quando il soggetto che consuma alcol \u00e8 anche un fumatore. Purtroppo nessun studio \u00e8 stato in grado di stabilire un<strong>&nbsp;valore soglia<\/strong>&nbsp;di consumo al di sotto del quale il rischio si azzeri. Esiste di sicuro un rapporto tra quantit\u00e0 e incremento del rischio, che rimane comunque presente anche con un consumo moderato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Particolare \u00e8 il caso degli effetti dell\u2019alcol sul sistema cardiovascolare. Un consumo elevato \u00e8 infatti fattore di rischio per malattie come cardiomiopatie, aritmie, ipertensione e ictus. Un consumo moderato, dell\u2019ordine di una ventina di grammi da alcol al giorno -all\u2019incirca due bicchieri di vino rosso- appare invece essere protettivo nei confronti di malattie cardiache. Si osserva infatti un aumento del colesterolo HDL, il colesterolo \u201cbuono\u201d,&nbsp; e una possibile riduzione del processo infiammatorio che coinvolge i grassi che si accumulano sulle pareti dei vasi: alcuni autori imputano questo effetto agli antiossidanti presenti nel vino rosso, come il tanto decantato resveratrolo, antiossidanti presenti per\u00f2 in quantit\u00e0 insufficienti a determinare tali effetti, che si rilevano anche per alcolici che il resveratrolo non lo contengono. Un ultimo dato positivo legato a un consumo modesto di alcolici \u00e8 legato all\u2019effetto antitrombotico dell\u2019alcol.<\/p>\n\n\n\n<p>Un consumo moderato ha sicuramente i suoi lati positivi, a livello sociale e anche per la salute cardiovascolare, ma il rischio per una pletora di altre patologie esiste sempre e aumenta man mano che aumenta il consumo.&nbsp; Quindi se siete astemi non&nbsp; mettetevi a bere per prevenire l\u2019infarto, e se bevete fatelo in maniera intelligente, godendo degli aspetti positivi&nbsp; e cercando di evitare quelli negativi, che diventano molto importanti quando si esagera.<\/p>\n\n\n\n<p>Per consumo moderato si intendono due bicchieri di vino rosso al giorno per un uomo, un bicchiere e mezzo per una donna. Per gli amanti della birra si tratta di una birra media al giorno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Biobliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Kenneth J Mukamal; Eric B Rimm. Alcohol consumption: risks and benefits. Curr Atheroscler Rep. 2008 Dec;10(6):536-43.<\/p>\n\n\n\n<p>Corrao G. et al. A meta-analysis of alcohol consumption and the risk of 15 diseases. Prev Med. 2004 May;38(5):613-9.<\/p>\n\n\n\n<p>J\u00fcrgen Rehm. The Risks Associated With Alcohol Use and Alcoholism. Alcohol Res Health. 2011; 34(2): 135\u2013143.<\/p>\n\n\n\n<p>Bagnardi V. et al. Alcohol Consumption and the Risk of Cancer. NIH.<\/p>\n\n\n\n<p>J.G. Salway<em>. Metabolism at a Glance.<\/em> Blackwell Publishing Oxford 2008.<\/p>\n\n\n\n<p>John Emsley, Peter Fell.<em> Was it something you ate<\/em>? Oxford University Press 1999.<\/p>\n\n\n\n<p>Charles. S. Lieber<em>. Effetti dell\u2019alcol sull\u2019organism<\/em>o. Le Scienze 95, luglio 1976.<\/p>\n\n\n\n<p>Giancarlo Vannozzi, Gioacchino Leandro. <em>Lineamenti di Dietoterapia e nutrizione clinica<\/em>. Il Pensiero Scientifico Editore 2009.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Thadhani R. et al.<\/em> Prospective Study of Moderate Alcohol Consumption and Risk of Hypertension in Young Women.<em> Arch Intern Med. <\/em>2002;162(5):569-574.<\/p>\n\n\n\n<p>Luc Djouss\u00e9, J. Michael Gaziano. Alcohol Consumption and Heart Failure. Curr Atheroscler Rep. 2008 Apr; 10(2): 117\u2013120.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutte le bevande alcoliche contengono&nbsp;alcol etilico,&nbsp;etanolo&nbsp;per i pi\u00f9 istruiti, un composto con formula CH3CH2OH. Si tratta di una sostanza che il nostro organismo converte dapprima in&nbsp;acetaldeide, un composto tossico responsabile di tutti gli sgradevoli effetti immediati legati al consumo esagerato, e quindi in&nbsp;acetato, un composto da utilizzare nei vari processi energetici. 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